La Sottomissione nell'Universo Findom.
Che cosa significa effettivamente essere uno schiavo finanziario?
Inizierei questo nuova argomentazione personale con un pensiero:
Se tutti fossero a conoscenza di cosa implichi essere un paypig, la
moneyslavery sarebbe decisamente molto, molto meno popolare di quanto ora sia.
Come ben sappiamo, la dominazione finanziaria viene vista come un taboo persino all'interno della stessa cerchia feticista e BDSM.
Ma perché tale disprezzo?
Perché tanto accanimento nei confronti delle donne che si proclamano findommes?
Per lo stesso motivo per cui moltissimi uomini si ritengono finsub: l'incomprensione generale.
Quest'ultima è tuttavia alimentata da diversi fattori e dunque la diffusione di tale ostilità è frutto di tanti, troppi problemi di fondo.
Il primo di questi è anche il più controverso: l'elemento del denaro.
Come ho già scritto in altri miei articoli, i soldi sono una componente presente e indispensabile nella vita di tutti i giorni, un qualcosa di ottenibile solo e soltanto attraverso il lavoro o comunque un'attività che impegna tempo e fatica.
Questo dunque cosa implica?
Che il pretendere/desiderare da un uomo dei soldi una volta stabilito un rapporto findom voglia dire che ciò che la dominatrice cerca non è altro che questo unico elemento, come se colui che cade «vittima» delle sue parole e del suo fascino non sia che un cliente.
Prendiamo in esempio un venditore «porta-a-porta»: mostri il tuo articolo, convinci il «malcapitato» che si tratta di un ottimo affare, ottieni la sua fiducia e a quel punto prendi i suoi soldi.
A rafforzare questa tesi c'è che, prima o poi, tutti coloro che sono contrari alla findom citino la «circonvenzione di persone incapaci», delitto riportato nell'articolo 643 del codice penale italiano.
Cito testualmente tale capitolo della nostra legge:
«Chiunque, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato d'infermità o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso»
Ed ecco che subito ci scontriamo con la parola che rappresenta per molti la motivazione che spinge le moneymiss a fare ciò che fanno: profitto.
Proprio a causa di questa conclusione, molti uomini decidono di contattare una moneymistress.
Cercano dunque quella che trovano più attraente e a quel punto, con il pretesto di cercare un servizio di dom/sub con cifre ridicolamente basse, offrono loro soldi in cambio di attenzioni virtuali o persino reali.
Tutto di questo è completamente errato.
Prima di tutto per la motivazione di fondo: «io do soldi in cambio di un servizio che mi appaghi».
Basandoci su questo, ad avere veramente controllo e potere è il «cliente», non colei che per lui dovrebbe recitare la parte della dominatrice.
La maggior parte degli uomini poi vedono la sottomissione non come una forma di resa/cieca obbedienza ma come una conscia prospettiva di venire desiderati/agognati da una bella donna.
Per essere più precisa, a molti eccita il concetto che una potente persona di sesso femminile/maschile li usi come giocattoli sessuali, come fossero particolarmente speciali o unici, soggetti di incontrollabile libidine.
Inutile dire che non è affatto così.
Anzi.
Lo stesso «valutare» una Mistress in base a ciò che più fisicamente attrae è di fondo errato, poiché è oggettivamente più umiliante essere invece sottomessi da una donna che secondo una prospettiva o una corrente di pensiero comune possa ritenersi «fisicamente spiacevole».
Il ragionamento, in tutto il suo essere contorto, risulta comunque con una sua logica:
«Questa donna, sebbene esteticamente incapace di provocarmi desiderio, riesce a spingermi alla sottomissione ed è in grado dunque di tenermi in pugno.»
L'umiliazione è tale da potersi ritenere masochistica e a questo punto rientra nel filone del desiderare la vera sottomissione.
Ovviamente non intendo che i veri schiavi debbano solo scegliere donne da cui non sono fisicamente attratti, per carità, ma mi riferisco a coloro che basano la loro scelta sull'aspetto di una dominatrice piuttosto che su ciò su cui è realmente fondata la remissività, ovvero il rapimento, un senso di dipendenza e di voglia di appagare.
Quest'ultima poi è fondamentale.
Se uno schiavo agisce da schiavo poiché eccitato all'idea di esserlo e basta, non può ritenersi tale.
Un vero schiavo pensa sempre e solo al piacere della propria Miss, della propria Dea.
Il suo piacere passa sempre in secondo piano e anzi, persino il concetto stesso di venire «appagato» dovrebbe essergli estraneo.
Cosa vuol dire «schiavo»?
Lo schiavo è un individuo privo di diritti umani, proprietà di qualcuno che sceglie per lui.
Nel momento in cui pretende, in cui pensa per se, il momento in cui agisce per propria gratificazione perde completamente la sua definizione.
Lo ripeterò sempre: uno schiavo agisce ciecamente alla sua Padrona, fa come gli viene detto, non contesta, non si rifiuta, non si lamenta.
Altrimenti che sottomissione sarebbe, una dove mantiene la possibilità di decidere per sé?
Ci sono un sacco di «categorie» di uomini presenti nell'ambiente findom che sono tossici per la pratica.
E non solo nello specifico per la pratica della moneyslavery.
Elenco qui quelle più comuni, che non fanno tra l'altro che rendere incredibilmente banale e prevedibile la figura di questi essere che pensano invece di essere unici.
1 - "Non ho soldi ora ma..." :
Incline al seguire ossessivamente le attività delle MoneyMistress, cercando di farsi notare con complimenti inutili, decide giustamente di contattarti in privato, venendosene fuori con la frase "sono povero e non posso" o "ora non ho soldi ma" o ancora, la fatidica promessa "la tributerò in futuro". Convinto probabilmente di riuscire a scroccare attenzioni gratuite quando, dal momento che "non se lo può permettere", dovrebbe soltanto stare lontano dalla Findom e non far perdere tempo. Qui non solo dimostra di non essere un finsub, ma di non essere neppure minimamente uno schiavo.
Un servo vero, se non in grado di servire una Mistress, fa due cose:
- Si adatta a lei e si sacrifica.
- La lascia perdere
Non esiste lo sperare che si adatti a lui, come se in un certo senso si sottomettesse alle sue, di esigenze.
2 - "Ma tu che mi dai poi?"
Incredibilmente diffuso nella moneyslavery, il suddetto non sa cosa sia la Findom ma la frequenta, convinto e sicuro del fatto che pagando riceverà in cambio una foto piccante o addirittura un piccolo video, stile "mercato del fetish".
Spesso di temperamento irascibile, è incline al minacciare di contattare altre dominatrici, come se tale affermazione possa spingere una seria Mistress a concedergli ciò che vuole pur di avere i suoi (probabilmente) miseri spiccioli.
3 - "Non mi avrai, io resisto!"
Il gioco del gatto e del topo è ciò che questo esemplare cerca, senza capire che la dominazione non è una caccia.
Che ti faccia un solo tributo o meno nel tentativo di guadagnarsi un po del tuo tempo, i suoi successivi messaggi saranno un continuo e patetico tentativo di farsi rincorrere, convincere, desiderare o peggio "costringere" per versare di nuovo. Spesso convinto di essere "un uomo forte" o di "non cedere" o di "non farsi prendere", finisce spesso col crollare quando minacci anche solo di bloccarlo o peggio, di ignorarlo totalmente. Un attention-whore all'ennesima potenza.
4 - *foto del pene* "Hei..."
Cosa sarebbe la Findom senza il classico morto di figa che spamma nei messaggi privati la foto del suo pene in erezione? Probabilmente sicuro del fatto che mostrando il suo organo sessuale possa essere in grado di eccitare una donna piuttosto che di farle cadere le braccia e spronarla a trovare un modo per poter scegliere di cambiare sponda nel caso non fosse già omosessuale, spesso se non allontanato comincerà a scrivere frasi al limite della decenza o a fare proposte che spingeranno la malcapitata infine a segnalarlo per il bene dell'umanità.
5 - "La montagna russa"
Tributa, dice che si sente in colpa, interrompe il rapporto, sparisce, ritorna, si scusa e poi il cerchio si ripete. Da picchi di estasi che lo fanno impazzire a momenti dove sembra voglia incolparti, "la montagna russa" è l'instabile elemento che rovina la dominazione finanziaria, che è nocivo e spesso ha comportamenti da "Non mi avrai, io resisto!" una volta che ritorna con la coda tra le gambe. Si sa, è normale per tutti gli schiavi finanziari passare una fase di rinnego ma i seri servitori devono fare a patti con i loro desideri e capire cosa sono disposti e cosa no per appagarli prima di approfondire un rapporto di Findom, al massimo confrontandosi prima lucidamente con la propria dominatrice.
Ma loro no: loro si buttano di testa e se ne pentono, sparendo spesso al momento di un secondo tributo (o uno qualsiasi) e ritornando con scuse con cui sembrano convinti di riuscire a mentire alla propria Mistress, offendendo così anche la sua intelligenza. Insopportabile, spesso con evidenti problemi psicologici e spinto dalla solitudine, questo esemplare è un must della dominazione finanziaria, temuta da tutte le dominatrici.
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Dunque, che la Findom sia apprezzata o meno, una cosa è certa.
Attraversa di essa, in verità, è più facile capire quando un uomo è soltanto un essere in cerca di piacere e di attenzioni piuttosto che un vero schiavo.
Uomini egoisti, pieni di loro, sicuri di essere ricercati o peggio, di essere speciali.
Uomini che puntano loro stessi al manipolare una donna, all'avere con i loro soldi il controllo sulle loro attenzioni, convinti fermamente di avere potere perché possiedono il denaro che credono una MoneyMistress cerchi in quanto non dominante, ma disperata.
Schiavi non si diventa.
Non è un atteggiamento che deve essere introdotto, non è una questione di educazione, di formazione.
Schiavi si è.
Uno schiavo rispetta sempre ogni donna, non solo quella che trova attraente o con cui cerca di instaurare un rapporto, in primis.
Se poi aggiungiamo il suo provocare, cercando di far perdere le staffe a una MoneyMistress con arroganza, si tratta nient'altro che di un bambino a cui piacere giocare a fare il sottomesso.
Basandoci su tutte queste considerazioni:
Esistono i VERI schiavi finanziari?
Esistono uomini il cui unico scopo nella vita è quello di viziare, adorare una donna che ritengono superiore con i loro soldi, senza il desiderio o il bisogno di ricevere da lei un qualcosa in cambio, se non la sua attenzione e la sua gratificazione?
Esistono uomini che rispettano il ruolo della donna in questo campo?
Di tutti gli uomini che ho conosciuto, che si sono proclamati «schiavi», finanziari o non, quelli che posso affermare con certezza esserlo veramente sono qualcosa come il 4%.
Dunque:
Esistono i veri moneyslaves?
Esistono gli schiavi?
Sì.
Ma sono molti, molti meno di quanto si possa pensare.






